Il “Diritto di Rimanere”: perché la nuova strategia dell’UE parla il linguaggio delle nostre aree interne


25 Mag 2026

vybra project Il “Diritto di Rimanere”: perché la nuova strategia dell’UE parla il linguaggio delle nostre aree interne

Fino ad oggi, le politiche europee sulla mobilità hanno quasi sempre celebrato e tutelato il diritto di circolare liberamente, offrendo ai cittadini la possibilità di spostarsi, viaggiare e formarsi altrove. Tuttavia, quando allontanarsi dalla propria terra d’origine cessa di essere un’opportunità e diventa l’unica strada percorribile per mancanza di infrastrutture, lavoro e prospettive, la mobilità si trasforma in una necessità obbligata.

A Bruxelles è in corso un cambiamento storico che mira a invertire questa tendenza. Con l’iniziativa numero 18032, intitolata “Strategia sul diritto di rimanere – la tua regione, il tuo futuro” (Right to Stay Strategy), la Commissione Europea – sotto la guida della Direzione Generale della Politica Regionale (DG REGIO) e del Vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto – ha avviato un piano inedito. L’obiettivo è sancire il “diritto a restare”, facendo in modo che la scelta di vivere, studiare e fare impresa nei propri territori d’origine diventi un’alternativa reale, sostenibile e competitiva.

La grande attenzione che le istituzioni europee stanno rivolgendo oggi alle aree interne, ai borghi e ai territori più fragili rispecchia esattamente la stessa attenzione e la stessa sensibilità che abbiamo noi di Vybra. Crediamo che il futuro di queste comunità dipenda dalla capacità di valorizzarle e di connetterle, ed è per questo che riteniamo fondamentale condividere questa opportunità e invitare tutta la nostra rete ad attivarsi in prima persona.

La “Trappola dello Sviluppo”: i dati dell’emergenza territoriale

La necessità di una strategia d’emergenza nasce da una mappa del rischio dettagliata, elaborata analizzando i crescenti divari territoriali del Continente. I dati macroeconomici delineano una vera e propria crisi demografica ed economica che colpisce da vicino l’Europa e, in modo particolare, l’Italia:

  • 60 milioni di cittadini europei vivono attualmente in regioni bloccate nella cosiddetta “trappola dello sviluppo”, aree in cui il PIL pro capite attuale è inferiore a quello registrato nel 2000.
  • 75 milioni di persone risiedono in territori caratterizzati da crescita economica quasi zero e da una costante recessione demografica.
  • L’impatto sul territorio italiano: La crisi colpisce duramente le aree interne e fragili del Paese, l’intera dorsale appenninica e le vallate alpine periferiche, territori ricchi di potenziale ma progressivamente privati del loro capitale umano più prezioso attraverso la fuga dei cervelli (brain drain).

Quando un territorio subisce un forte spopolamento, si innesca un circolo vizioso: diminuiscono gli investimenti e si riduce il tessuto imprenditoriale, portando al progressivo smantellamento dei servizi essenziali.

I 4 pilastri vincolanti per i fondi post-2027

La Right to Stay Strategy, la cui adozione ufficiale è fissata per il quarto trimestre del 2026, non si limiterà a una dichiarazione d’intenti, ma diventerà il fulcro vincolante per l’assegnazione dei fondi europei (come FESR e FSE+) nel ciclo di programmazione post-2027. Il piano si articolerà su quattro pilastri d’azione fondamentali per ridisegnare il futuro dei territori:

  1. Servizi essenziali slegati dalla densità demografica: Superare i vecchi criteri di finanziamento basati sul numero di abitanti (che penalizzano i piccoli comuni), garantendo scuole, trasporti efficienti e presidi sanitari in base alla geografia e ai bisogni reali.
  2. Ecosistemi di lavoro locali e trattenimento dei talenti: Creare hub territoriali capaci di trattenere le competenze in loco, incentivando le imprese a investire nelle aree fragili e costruendo sinergie con le università.
  3. Infrastrutture digitali e Smart Working: Considerare la connettività (banda ultra-larga e 5G) come un vero e proprio diritto di cittadinanza e un abilitatore sociale, permettendo a professionisti e micro-imprese di operare a livello globale rimanendo nel proprio paese d’origine.
  4. Twin Transition (Digitale ed Ecologica): Trasformare i territori rurali e i borghi nei veri laboratori della transizione ecologica, attraverso finanziamenti prioritari per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e la gestione sostenibile delle risorse.

Un invito alla partecipazione: come dire la tua entro il 5 giugno

Perché questa strategia sia davvero efficace e vicina alle reali esigenze delle comunità locali, non può essere scritta esclusivamente nelle stanze di Bruxelles. Deve nascere dall’ascolto e dal contributo di chi i territori li vive, li amministra e vi lavora ogni giorno.

La Commissione Europea ha aperto la fase di Call for Evidence (Consultazione Pubblica) sulla piattaforma ufficiale “Di’ la tua”. Si tratta di uno spazio democratico in cui chiunque – cittadini, operatori, associazioni ed enti locali – può inviare commenti, proposte o documenti per affinare e integrare il testo base della strategia. In Italia, anche enti di ricerca come il CREA e il Dipartimento per le Politiche di Coesione si stanno già attivando per raccogliere e presentare le istanze del territorio.

C’è tempo fino al 5 giugno 2026 per inviare il proprio contributo. Esprimere il proprio parere richiede solo pochi minuti e permette di incidere direttamente sulle politiche che guideranno lo sviluppo delle nostre regioni nei prossimi dieci anni.

Noi di Vybra invitiamo calorosamente tutti i cittadini, gli operatori locali, i professionisti e gli amministratori della nostra rete a non rimanere spettatori e a far sentire la propria voce. Il futuro delle nostre regioni appartiene a chi sceglie di costruirlo.

Guida pratica per accedere e partecipare:

Partecipare è molto semplice e richiede pochissimi passaggi. Ecco come fare:

  1. Accedi alla pagina ufficiale: Clicca sul link della consultazione europea riportato qui sotto.
  2. Leggi i documenti: All’interno della pagina troverai la scheda dell’iniziativa e i dettagli della strategia in formato accessibile.
  3. Invia i tuoi commenti: Clicca sul pulsante verde “Invia i tuoi commenti”. Il sistema ti chiederà di effettuare un rapido accesso (puoi farlo creando un account EU Login con la tua email in un minuto, oppure utilizzando i canali social abilitati).
  4. Scrivi il tuo contributo: Potrai inserire il tuo parere direttamente nel box di testo (in italiano o in qualsiasi altra lingua UE) ed eventualmente allegare un documento di approfondimento.

👉 [Clicca qui per accedere alla piattaforma ufficiale “Di’ la tua” della Commissione Europea]

Condividi articolo

L’innovazione
non aspetta

 

Inizia ora

Cosa aspetti?

Raccontaci la tua idea, il tuo progetto o la tua sfida: insieme possiamo trasformarla in qualcosa che lasci il segno.
Perché il futuro si costruisce, non si aspetta.

 

Inizia ora

Fai parte
del cambiamento

 

Posizioni aperte

Sei dei nostri?

In Vybra cerchiamo menti e professionisti che vedono l’innovazione come una responsabilità, non come una moda.

 

Posizioni aperte