Grant o equity: come scegliere il tipo di finanziamento giusto per la tua startup


31 Ago 2026

vybra project Grant o equity: come scegliere il tipo di finanziamento giusto per la tua startup

Chi si avvicina per la prima volta al mondo della finanza per startup si trova davanti a una scelta che sembra tecnica ma è in realtà strategica: prendere soldi che non si restituiscono ma non diluiscono la proprietà, oppure cedere una quota dell’azienda in cambio di capitale e, spesso, di competenze. Grant e equity rispondono a esigenze diverse, e capire quando usare l’uno o l’altro cambia il destino di un’impresa.

Cos’è un grant

Un grant, o contributo a fondo perduto, è capitale erogato da un ente pubblico, nazionale, regionale o europeo, che non prevede alcun obbligo di restituzione. È denaro a costo zero, ideale per coprire le prime spese di avvio, ricerca e sviluppo, senza intaccare la proprietà dell’azienda. Smart&Start Italia, gestito da Invitalia, ne è un esempio: offre finanziamenti a tasso zero fino a 1,5 milioni di euro, con una quota a fondo perduto del 30% per le startup del Sud Italia.

Il vantaggio del grant è evidente: il founder resta proprietario al 100% della propria azienda. Il rovescio della medaglia è che il capitale pubblico non sostituisce quello privato, lo affianca. Serve quasi sempre come base su cui costruire, non come unica fonte di finanziamento per una crescita importante.

Cos’è l’equity

L’equity è capitale ottenuto cedendo una quota della società a un investitore, che sia un business angel, un fondo di venture capital o un programma come l’EIC Accelerator, che nella componente equity può arrivare fino a 10 milioni di euro. L’equity richiesta da acceleratori e incubatori varia in genere dal 5% al 10%.

Il vantaggio dell’equity è che porta capitale ingente insieme a competenze, rete di contatti e credibilità verso il mercato. Il costo è la diluizione: ogni round di investimento riduce la quota di proprietà del founder, e introduce nuovi soggetti con voce in capitolo sulle decisioni aziendali.

Quando conviene l’uno o l’altro

Nelle fasi iniziali, quando serve validare un’idea o sviluppare un primo prototipo, il grant è quasi sempre la scelta più sensata: capitale a costo zero, nessuna diluizione, nessuna pressione da parte di investitori. È il momento in cui il rischio è più alto e cedere quote avrebbe un costo relativo maggiore.

Quando invece il progetto è validato e serve capitale per scalare rapidamente, aprire nuovi mercati o accelerare lo sviluppo, l’equity diventa spesso necessario. Nessun grant pubblico, per quanto generoso, è pensato per sostenere una crescita aggressiva su larga scala.

La combinazione è spesso la strategia migliore

Nella pratica, i progetti più solidi non scelgono un percorso escludendo l’altro. Smart&Start prevede la conversione parziale del finanziamento in fondo perduto quando la startup raccoglie investimenti da terzi tramite equity crowdfunding. Superare la valutazione rigorosa di un grant pubblico funziona anche come certificazione di qualità agli occhi di futuri investitori privati.

In Vybra lavoriamo con le startup fin dalla fase di validazione, aiutandole a capire quale mix di grant e equity risponde meglio al momento in cui si trovano, e a strutturare la strategia di finanziamento in modo che ogni fase apra la porta alla successiva.

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